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Il sistema bancario tra crisi e ripresa

Alcuni numeri che segnano il percorso di risanamento dei portafogli crediti a clienti delle banche, in un contesto macroeconomico che lo rende ancor più accidentato.

Il sistema bancario tra crisi e impresa

Il sistema economico italiano ha subito un forte shock dopo la crisi finanziaria del 2008, cadendo in una seconda recessione nel 2011-2013, che ha condizionato le capacità di ritorno ai valori pre-crisi (il PIL pro-capite a prezzi costanti nel 2007 era pari a 28.980 €, nel 2017 vale 26.700 €, ancora l'8% in meno di 10 anni prima). La crisi più profonda dell'economia italiana in tempo di pace non poteva non lasciare un segno profondo nel sistema bancario. I crediti deteriorati sul totale dei prestiti (a residenti) era pari al 4,9% a fine 2008, salito fino al 18% nel terzo trimestre del 2015, sceso poi al 14,4% a fine 2017 e al 11,6% al terzo trimestre del 2018.

Il dato di sistema non si discosta di molto da quello ricavabile dai dati di bilancio delle singole banche. Per un gruppo di 405 di queste, oggetto di uno studio pubblicato in rete dall'Ufficio Studi Mediobanca, l'incidenza dei crediti deteriorati sul valore dei crediti alla clientela presentava a fine 2017 un valore mediano di 15.3% al lordo e di 8.5% al netto delle rettifiche per l'intero gruppo di banche; nel grafico si possono apprezzare le distribuzioni su segmenti dimensionali (definiti in base al totale attivo tangibile – i limiti superiori dei quantili sono indicati nelle etichette dell'asse delle ascisse, ciascun gruppo comprende 81 istituti):

Si osservano differenze di un certo rilievo nel gruppo delle banche con attivo tangibile compreso fra 916 e 2.599 milioni, mentre si apprezza lo sforzo di pulizia del portafoglio crediti di tutto il sistema, anche se permangono situazioni più pesanti con indici rispettivamente oltre il 20% al lordo e oltre il 12% al netto (circa 1 istituto su 4).

Questa situazione è confermata dal rapporto crediti deteriorati lordi / (patrimonio netto tangibile + fondo rettifiche crediti deteriorati), altrimenti noto come Texas Ratio, rappresentato per gli stessi gruppi di istituti nel grafico seguente (nota: è stato rimosso un istituto per cui l'indice vale 506,2 - non so se sia un errore e non sono riuscito a trovare rapidamente il bilancio dell'istituto in questione - che avrebbe schiacciato le distribuzioni):

In questo grafico i singoli istituti sono rappresentati dai punti sotto le curve di distribuzione e ci danno una chiara rappresentazione del posizionamento individuale. Si vede che l'indicatore è correlato alla dimensione degli istituti e, sempre a fine 2017, diversi tra essi hanno un rapporto superiore al 100%.

C'è ancora molto lavoro da fare per rafforzare i presidi organizzativi di monitoraggio e recupero dei crediti e per attivare modalità di processo e di comunicazione interna che permettano ai diversi reparti operativi (penso in particolare alle funzioni commerciali e di gestione della relazione, a quelle del credito e monitoraggio, ad organizzazione, IT e controllo di gestione) di acquisire maggiori informazioni utili ad adeguare i processi e le procedure interne.

(I dati dei bilancio bancari sono tratti dal rapporto dell'Ufficio Studi Mediobanca, “Focus sul sistema bancario italiano- Edizione 2018”, reperibile all'indirizzo: www.mbres.it/it/publications/leading-italian-companies, i dati macroeconomici dal sito www.dati.istat.it e quelli del sistema bancario da www.infostat.bancaditalia.it).

Curiosità: il Texas Ratio deriva il suo nome dal Texas dove il banchiere Gerard Cassidy della società RBC Capital Markets lo creò negli anni Ottanta per la valutazione delle banche dello stato, dopo una catena di fallimenti che ne aveva mandato in default alcune centinaia a seguito di una crisi immobiliare. Nella versione originale al numeratore venivano sommati ai crediti deteriorati anche le attività immobiliari controllate dalla banca. Verrebbe da dire: quid est quod fuit ipsum quod futurum est quid est quod factum est ipsum quod fiendum est, nihil sub sole novi (Ecclesiaste, 1, 9-10) ...

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